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SERVIZIO TRASFUSIONALE MILITARE
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Introduzione
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Il decreto del Ministro della Difesa 18 giugno 1992 nr. 499, recante "Norme per il Servizio Trasfusionale Militare", così come integrato/modificato dal decreto 15 luglio 2009, disciplina i compiti e le attività delle FF.AA. in campo trasfusionale. Compito del Servizio Trasfusionale Militare (S.T.M.), infatti, è il "conseguimento di una
completa autonomia delle Forze armate in campo trasfusionale
mediante un’attività di programmazione,
coordinamento ed indirizzo del sistema sangue onde garantire i livelli di
autosufficienza di sangue, di emocomponenti disponibili e di emoderivati per le
strutture sanitarie militari, nonchè assicurare la disponibilità necessaria di
sangue raro, cellule staminali emopoietiche in modo da essere in grado di
svolgere tutte le competenze previste dalla normativa vigente e, soddisfatte tali esigenze prioritarie, di apportare un significativo
contributo anche nel settore trasfusionale civile"
(art. 2 comma 1). Attualmente i compiti derivanti dall'attuazione del decreto sono disimpegnati da 1 Dipartimento di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e da 3 Centri Trasfusionali Militari (CTM), così dispiegati sul territorio nazionale:
- Dipartimento di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale presso il Policlinico Militare "Celio" (Roma)
- CTM Firenze, presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare
- CTM La Spezia, presso la Direzione di Sanità della Marina Militare
- CTM Taranto, presso il Centro Ospedaliero della Marina Militare
L'attività tecnica-operativa è coordinata dalla Direzione Generale della Sanità Militare di Roma mediante l'Ufficio di Direzione e Coordinamento del Servizio Trasfusionale Militare mentre il supporto logistico-amministrativo è assicurato dagli Enti militari all'interno dei quali operano le strutture trasfusionali stesse.
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